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Far insegnare l'Informatica ai docenti non abilitati e non laureati è un danno per la scuola e per gli alunni che la frequentano.

Sono uno dei soci fondatori di ANDINF (Associazione Nazionale Docenti di Informatica  www.andinf.it  ), ho pubblicato su Orizzonte Scuola un articolo per sensibilizzare il mondo della scuola su ciò che sta accadendo a nostro discapito che finirà per ripercuotersi anche sulle scuole e sugli allievi che le frequentano.

http://www.orizzontescuola.it/node/14792

Riassumo brevemente la situazione:

FATTI
A) L'Informatica, pur avendo un'epistemologia propria, ed essendovi docenti regolarmente abilitati al suo insegnamento nelle bozze è dichiarata materia "atipica" ma non nella normativa vigente.
B) Vi è una palese sperequazione, a danno della A042, tra le classi di concorso vigenti e l'accorpamento proposto.
C) nella nota n. 272 del 14 marzo 2011, in particolare, c'è scritto:    
Gli insegnamenti che confluiscono in più classi di concorso del vecchio ordinamento devono essere considerati “atipici”. Pertanto, la relativa attribuzione alle classi di concorso deve avere come fine prioritario la tutela della titolarità dei docenti presenti nell’istituzione scolastica, la ottimale formazione delle cattedre e la continuità didattica. In tale ottica le scuole opereranno avvalendosi della procedura attualmente prevista dal sistema informativo. In presenza nella stessa scuola di più di un titolare di insegnamenti “atipici” si darà precedenza a colui o a coloro che, in relazione al numero dei posti, risulteranno collocati con il maggior punteggio nella graduatoria di istituto unificata, incrociando la varie graduatorie, nel rispetto delle precedenze di cui all’art. 7 del CCNI sulla mobilità. In assenza di titolari da “tutelare” l’attribuzione dovrà avvenire, previa intesa con l’Ufficio scolastico territoriale, attingendo prioritariamente dalle classi di concorso in esubero a livello provinciale. In assenza delle citate situazioni il dirigente scolastico, sulla base del parere del collegio dei docenti, individuerà la classe di concorso alla quale assegnare l’insegnamento.
D) Per tutte le discipline “non atipiche” l'organico di ogni scuola viene definito, ad aprile/maggio, e ne è consentito l'utilizzo di insegnanti di discipline affini sono nell'organico di fatto, definito successivamente, e solo se in possesso del titolo di studio che può dare accesso alla Classe di Concorso.
E) Nella L. 104/92 Art. 14 (Modalità di attuazione dell'integrazione) comma VI c'è scritto:   
L'utilizzazione in posti di sostegno di docenti privi dei prescritti titoli di specializzazione é consentita unicamente qualora manchino docenti di ruolo o non di ruolo specializzati.

CONSIDERAZIONI
A) Nella normativa vigente esiste la Classe di Concorso A042 che è l'unica cui è demandato dell'insegnamento dell'informatica.
B) Tale sperequazione implica un danno materiale, oltre che di immagine, agli abilitati A042.
C) La confluenza delle Classi di Concorso il 14 marzo 2011 era allo stato di bozza quindi non si poteva  parlarne al presente nella nota n. 272 e pertanto è, per la consecutio temporum, da ritenersi nulla dove parla delle classi di concorso "atipiche" in quanto inesistenti.    
La "continuità didattica" non ha alcun senso nelle classi prime della Scuola Secondaria di Secondo Grado dove le classi vengono formate.    
La tutela dei titolari di Cattedra non può prescindere dal preventivo accertamento della conoscenza della materia che dovrà essere trasmessa ai discenti. Ciò, oltre ad un palese interesse di alcuni docenti per altro non titolati, implica un interesse dell'Amministrazione che deve ricollocare dei dipendenti.
D) L'imminenza della definizione degli organici di fatto richiede un provvedimento urgente altrimenti il giudizio finale non avrebbe alcuna utilità pratica.
E) Il presente comma, se pur concernente solo gli alunni disabili, afferma il diritto dei discenti ad avere un docente la cui preparazione specifica sia stata preventivamente accertata a prescindere da qualunque interesse. A quanto ne so una Legge ha valore giuridico certamente superiore di qualunque contratto o decreto.

Sperando che il mio appello non cada nel vuoto e che sia letto da più Dirigenti Scolastici possibili e da qualsiasi collega che ha a cuore il bene della scuola, porgo i miei più cordiali saluti a tutti.

Prof. Antonio Rossi

 

 

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