Anp Community

I seminari sul tema che stiamo tenendo in giro per l'Italia suscitano grande interesse e partecipazione.

Apro qui una discussione per continuare il dialogo con coloro che intervengono e che hanno da porre quesiti o da condividere esperienze.

Come sempre una discussione alla pari, occasione di costruzione di conoscenza condivisa.

Licia

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Risposte a questa discussione

Leggevo sull' opuscolo di Education 2.0 che :
< ...... ma il caso delle LIM è particolarmente chiaro, come si ricava da alcuni interventi: è ovvio che questi congegni si possono usare in tanti modi diversi al servizio di altrettanti modelli della lezione in classe e, fra questi, dei modelli più antichi. Il problema è che una lavagna interattiva non garantisce una lezione interattiva. L’interattività didattica consiste nel far interagire continuamente quello che l’insegnate dice, mostra e, soprattutto, chiede, con quello che gli studenti pensano, capiscono, hanno la possibilità di rispondere e di domandare. ....>
In effetti molti docenti utilizzano (o pensano di utilizzare) la LIM per svolgere una lezione solo frontale "tradizionale", in questo caso la potenzialità di tale strumento non viene evidenziata e fondamentalmente non si attiva il processo di insegnamento - apprendimento, dove lo studente diventa parte attiva dell' attività didattica.
Per realizzare un' attività di tipo collaborativo/cooperativo con la LIM quali competenze deve avere il docente?
E' fondamentale che sappia realizzare materiali didattici digitali ?
Proviamo a partire da queste due domande per approfondire l' argomento e parlare delle nostre esperienze.
Antonella


Antonella Greco ha detto:
Leggevo sull' opuscolo di Education 2.0 che :
< ...... ma il caso delle LIM è particolarmente chiaro, come si ricava da alcuni interventi: è ovvio che questi congegni si possono usare in tanti modi diversi al servizio di altrettanti modelli della lezione in classe e, fra questi, dei modelli più antichi. Il problema è che una lavagna interattiva non garantisce una lezione interattiva. L’interattività didattica consiste nel far interagire continuamente quello che l’insegnate dice, mostra e, soprattutto, chiede, con quello che gli studenti pensano, capiscono, hanno la possibilità di rispondere e di domandare. ....>
In effetti molti docenti utilizzano (o pensano di utilizzare) la LIM per svolgere una lezione solo frontale "tradizionale", in questo caso la potenzialità di tale strumento non viene evidenziata e fondamentalmente non si attiva il processo di insegnamento - apprendimento, dove lo studente diventa parte attiva dell' attività didattica.
Per realizzare un' attività di tipo collaborativo/cooperativo con la LIM quali competenze deve avere il docente?
E' fondamentale che sappia realizzare materiali didattici digitali ?
Proviamo a partire da queste due domande per approfondire l' argomento e parlare delle nostre esperienze.
Antonella


Vittoria Esposito ha detto:


Antonella Greco ha detto:
Leggevo sull' opuscolo di Education 2.0 che :
< ...... ma il caso delle LIM è particolarmente chiaro, come si ricava da alcuni interventi: è ovvio che questi congegni si possono usare in tanti modi diversi al servizio di altrettanti modelli della lezione in classe e, fra questi, dei modelli più antichi. Il problema è che una lavagna interattiva non garantisce una lezione interattiva. L’interattività didattica consiste nel far interagire continuamente quello che l’insegnate dice, mostra e, soprattutto, chiede, con quello che gli studenti pensano, capiscono, hanno la possibilità di rispondere e di domandare. ....>
In effetti molti docenti utilizzano (o pensano di utilizzare) la LIM per svolgere una lezione solo frontale "tradizionale", in questo caso la potenzialità di tale strumento non viene evidenziata e fondamentalmente non si attiva il processo di insegnamento - apprendimento, dove lo studente diventa parte attiva dell' attività didattica.
Per realizzare un' attività di tipo collaborativo/cooperativo con la LIM quali competenze deve avere il docente?
E' fondamentale che sappia realizzare materiali didattici digitali ?
Proviamo a partire da queste due domande per approfondire l' argomento e parlare delle nostre esperienze.
Antonella

vorrei aggiungere questa mia riflessione
la LIM dovrebbe mettere in discussione anche il setting scolastico,in modo da favorire la cooperazione nella costruzione della lezione,dove il docente assume prevalentemente il ruolo di coach,abbandonando un ruolo dirigistico e cattedraticoSono d'accordo sulla formazione informatica di base del docente,ma ritengo necessario un approccio pedagocico nell'uso di questo strumento.mi piacerebbe aprire una discussione anche su questo aspetto.

personalmente vorrei segnalare il fatto che quando si parla dello sviluppo delle nuove tecnologie si parla solo della lim.

Ma le nuove tecnologie permettono di ampliare e modificare il nostro modo di fare lezione in modo meraviglioso con o senza lim.

Il web 2.0 ha modificato il modo di interagire con le persone,  e questo i ragazzi lo sanno molto meglio di noi, e sono nati applicativi gratuiti, che vanno dalle google apps, ai sw per creare mappe concettuali, alle piattaforme per didattica on-line, ai sw per creare sondaggi on-line, che rendono la diadattica più vicina al mondo dei nostri "nativi digitali".


sono ,e credo di poter dire, siamo tutti d'accordo con quel che dice simonetta, tanto che anche noi, nel nostro piccolo stiamo cercando di far crescere consapevolezza e competenze in questo ambito sul quale dobbiamo avere occhi, orecchie nonché cevello sempre attenti , pur accettando il fatto che i nostri nativi digitali possano essere  comunque avanti nell'uso delle tecnologie, ma non sempre nell'uso consapevole e responsabile..e qui noi potremo dire la nostra. tornando alle lim, basta prenderle per quello che sono: uno strumento in più per l'insegnante, forse una delle tante modalità meno noiose di stare in classe per i ragazzi, stimolando un apprendimento attivo quindi più efficace, mettendo in campo altri mezzi di comunicazione più vicini al linguaggio dei ragazzi luisa

 

simonetta cristini ha detto:

personalmente vorrei segnalare il fatto che quando si parla dello sviluppo delle nuove tecnologie si parla solo della lim.

Ma le nuove tecnologie permettono di ampliare e modificare il nostro modo di fare lezione in modo meraviglioso con o senza lim.

Il web 2.0 ha modificato il modo di interagire con le persone,  e questo i ragazzi lo sanno molto meglio di noi, e sono nati applicativi gratuiti, che vanno dalle google apps, ai sw per creare mappe concettuali, alle piattaforme per didattica on-line, ai sw per creare sondaggi on-line, che rendono la diadattica più vicina al mondo dei nostri "nativi digitali".

Condivido quanto dici Simonetta sul web 2.0. In effetti i nostri ragazzi sanno utilizzare sw, piattaforme .......ma il problema è come?  Ne fanno un  uso consapevole?  E i Docenti quanti sono in grado di lavorare con queste tecnologie per favorire l' apprendimento dei nostri studenti?

Non credo si parli solo di LIM come nuova tecnologia anche perchè è uno strumento (come la lavagna di ardesia) che va utilizzato in modo opportuno per rinnovare le modalità di fare lezione.

Con la LIM si potenzia il web 2.0 a mio parere, ma bisogna progettare percorsi didattici ben strutturati.

La LIM inoltre può essere uno strumento che permette ai Docenti meno esperti di avvicinarsi alle nuove tecnologie.
Antonella
Luisa Anna Maria Giordani ha detto:


sono ,e credo di poter dire, siamo tutti d'accordo con quel che dice simonetta, tanto che anche noi, nel nostro piccolo stiamo cercando di far crescere consapevolezza e competenze in questo ambito sul quale dobbiamo avere occhi, orecchie nonché cevello sempre attenti , pur accettando il fatto che i nostri nativi digitali possano essere  comunque avanti nell'uso delle tecnologie, ma non sempre nell'uso consapevole e responsabile..e qui noi potremo dire la nostra. tornando alle lim, basta prenderle per quello che sono: uno strumento in più per l'insegnante, forse una delle tante modalità meno noiose di stare in classe per i ragazzi, stimolando un apprendimento attivo quindi più efficace, mettendo in campo altri mezzi di comunicazione più vicini al linguaggio dei ragazzi luisa

 

simonetta cristini ha detto:

personalmente vorrei segnalare il fatto che quando si parla dello sviluppo delle nuove tecnologie si parla solo della lim.

Ma le nuove tecnologie permettono di ampliare e modificare il nostro modo di fare lezione in modo meraviglioso con o senza lim.

Il web 2.0 ha modificato il modo di interagire con le persone,  e questo i ragazzi lo sanno molto meglio di noi, e sono nati applicativi gratuiti, che vanno dalle google apps, ai sw per creare mappe concettuali, alle piattaforme per didattica on-line, ai sw per creare sondaggi on-line, che rendono la diadattica più vicina al mondo dei nostri "nativi digitali".

"..... Intendo dire che nel quadro del processo didattico progettato rientra di volta in volta questa o quella tecnologia: lavagna, appunti, libro di testo, altri libri, consultazioni in biblioteca, ricerca in Internet, propri learning objects, e-mails, LIM ed altri strumenti, anche una riga piegata. ""

Condivido pienamente quanto affermi Ferdinando e spesso esprimo queste opinioni ai colleghi con cui discuto di progettazione didattica con o senza ICT.  Il vero problema è che molti di loro (per fortuna non tutti) sono ancorati al loro "libro di testo" e di altre metodologie non ne vogliono sentire parlare.

"E' vero che le ICT favoriscono l'apprendimento, ma non è una questione di quantità. E' una questione di opportunità"

Anche su questo mi trovi d' accordo bisogna saper utilizzare i vari strumenti nel momento opportuno e tenendo presente sempre un aspetto importante " stimolare sempre l' attenzione degli studenti".

In sintesi ICT o no bisogna imparare a progettare le attività didattiche  partendo dagli obiettivi che ci si è prefissati.

 

Tenedo conto della serata e dell' ora, sospendo qui la discussione. La riprendiamo nel 2011.

Buon anno a tutti

Antonella

 



Ferdinando Papia ha detto:

(mi scuso per l'intervento lungo)

A me pare che sia l'ennesima manifestazione dell'antico equivoco tra tecnologia e tecnologia didattica.

La tecnologia è la penna, il libro, la lavagna, mentre la tecnologia didattica è quel complesso teorico-pratico di competenze multidisciplinari che bisogna avere ben chiare prima di mettere piede in aula.

Diffido molto di quei docenti che si impuntano ad es. sul libro di testo (tecnologia pure quella). Se pretendi che ce l'abbiano tutti, se lo segui pagina per pagina, se non ne vuoi mai un altro, io penso che sai solo quello, lo ripeterai per anni sempre alla stessa maniera e metterai i voti più alti a quelli che più si avvicineranno nelle interrogazioni alla "versione originale", che è quella del libro e che è l'unica che sai.

Ora c'è un altro totem: LIM

Condivido molto quanto già è stato scritto da chi mi ha preceduto (solo ora mi sono accorto di questo forum, sorry).

Io ottengo molto di più come interesse e come risultato didattico curvando in classe una riga con le mani in vari modi, che proiettando un video sulle travi inflesse o trascinando l'intera classe in laboratorio (15/20 minuti) per comprendere un fenomeno che tutto sommato è intuitivo. Ottengo molto di più consigliandoli da casa quando di pomeriggio mi mandano le e-mails con allegati i disegni, che chiudendoli in un'aula per due o tre ore: "ed ora disegnate: vedremo cosa sapete fare!".

Intendo dire che nel quadro del processo didattico progettato rientra di volta in volta questa o quella tecnologia: lavagna, appunti, libro di testo, altri libri, consultazioni in biblioteca, ricerca in Internet, propri learning objects, e-mails, LIM ed altri strumenti, anche una riga piegata. 

Per restare nell'ambito LIM, penso che investire a tappeto nel settore sia stato un errore compiuto da chi ha potere decisionale di spesa nelle scuole, ma non lavora nelle scuole. E' vero che le ICT favoriscono l'apprendimento, ma non è una questione di quantità. E' una questione di opportunità.

Vorrei aggiungere un brano tratto dal resoconto dello stage in Finlandia del collega Gianfranco Marini, docente dell'anno 2009, che illustra una cosa semplice, di cui si potrebbe giustificare la diffusione a tappeto, che noi in Italia non abbiamo. Quando l'ho letto ho ripianto di non averla:

"Il vero cuore tecnologico delle aule scolastiche finlandesi è pero il visualizer o videocamera da tavolo, come mi spiega la dott.ssa Päivi Häkkinen la scelta di installare tale strumento in tutte le aule di tutte le scuole finlandesi, nasce dalla considerazione che offre il migliore compromesso possibile tra facilità d’uso e ricaduta didattica. Si tratta di un apparecchio che ricorda come forma la lavagna luminosa, è costituito da un ripiano di lavoro su cui si poggia il materiale didattico, una videocamera che riprende quanto avviene nel sottostante piano di lavoro e una o più fonti luminose dirette su esso per garantirne la corretta visibilità. Il visualizer è collegato a un proiettore che mostra a schermo tutto quanto avviene sul piano di lavoro. La dott.ssa Häkkinen sottolinea come tale strumento sia al tempo stesso user friendly, in quanto il suo uso non richiede alcuna competenza specifica, che didatticamente vantaggioso. Infatti il suo utilizzo in ambito didattico non richiede che siano predisposti appositi materiali, il docente si limita a fare quello che ha sempre fatto, scrivere una formula o definizione, correggere un esercizio, commentare un’immagine, illustrare una mappa concettuale, mostrare una carta geografica, o un minerale, ecc., con la possibilità di zoomare e filmare il suo operato. Inoltre il proiettore è anche collegato con la postazione multimediale e con internet e quindi si può visualizzare a schermo o il contenuto del monitor del PC o il piano di lavoro del visualizer. In altri termini docenti e studenti non devono necessariamente rivoluzionare il loro modo di procedere abituale, in questo modo la nuova tecnologia si innesta su quelle tradizionali senza traumi ma con una ricaduta immediata che incide positivamente sia sui livelli di attenzione e partecipazione degli studenti, che sulla qualità della didattica che diviene maggiormente collaborativa (per esempio, in pochi istanti ogni studente può vedere i risultati del lavoro altrui e farne oggetto di discussione) e coinvolgente."

 

Auguri di Buon Anno a tutti voi!

Nando Papia

 


Antonella Greco ha detto:

Condivido quanto dici Simonetta sul web 2.0. In effetti i nostri ragazzi sanno utilizzare sw, piattaforme .......ma il problema è come?  Ne fanno un  uso consapevole?  E i Docenti quanti sono in grado di lavorare con queste tecnologie per favorire l' apprendimento dei nostri studenti?

Non credo si parli solo di LIM come nuova tecnologia anche perchè è uno strumento (come la lavagna di ardesia) che va utilizzato in modo opportuno per rinnovare le modalità di fare lezione.

Con la LIM si potenzia il web 2.0 a mio parere, ma bisogna progettare percorsi didattici ben strutturati.

La LIM inoltre può essere uno strumento che permette ai Docenti meno esperti di avvicinarsi alle nuove tecnologie.
Antonella
Luisa Anna Maria Giordani ha detto:


sono ,e credo di poter dire, siamo tutti d'accordo con quel che dice simonetta, tanto che anche noi, nel nostro piccolo stiamo cercando di far crescere consapevolezza e competenze in questo ambito sul quale dobbiamo avere occhi, orecchie nonché cevello sempre attenti , pur accettando il fatto che i nostri nativi digitali possano essere  comunque avanti nell'uso delle tecnologie, ma non sempre nell'uso consapevole e responsabile..e qui noi potremo dire la nostra. tornando alle lim, basta prenderle per quello che sono: uno strumento in più per l'insegnante, forse una delle tante modalità meno noiose di stare in classe per i ragazzi, stimolando un apprendimento attivo quindi più efficace, mettendo in campo altri mezzi di comunicazione più vicini al linguaggio dei ragazzi luisa

 

simonetta cristini ha detto:

personalmente vorrei segnalare il fatto che quando si parla dello sviluppo delle nuove tecnologie si parla solo della lim.

Ma le nuove tecnologie permettono di ampliare e modificare il nostro modo di fare lezione in modo meraviglioso con o senza lim.

Il web 2.0 ha modificato il modo di interagire con le persone,  e questo i ragazzi lo sanno molto meglio di noi, e sono nati applicativi gratuiti, che vanno dalle google apps, ai sw per creare mappe concettuali, alle piattaforme per didattica on-line, ai sw per creare sondaggi on-line, che rendono la diadattica più vicina al mondo dei nostri "nativi digitali".

Per avere il materiale e preparare il corso A treviso ( il relatore Trenzio - vorrebbe conoscerlo prima..) come bisogna fare???????

Carissimi saluti Giovanni Robotti

Ciao Giovanni, ti ho riposto in posta privata, non mi pareva il caso di farlo qui essendo questione organizzativa interna all'ANP.

Un caro saluto, Licia

giovanrobotti ni ha detto:

Per avere il materiale e preparare il corso A treviso ( il relatore Trenzio - vorrebbe conoscerlo prima..) come bisogna fare???????

Carissimi saluti Giovanni Robotti

Ciao Nando,

le tue riflessioni mi hanno stimolato ad intervenire direttamente nella discussione.

Da un paio d'anni non sono impegnata in prima linea coi ragazzi perchè lavoro a tempo pieno per l'Anp, ma la mia esperienza di docente di matematica è più che ventennale e credo quindi di poter dire la mia sul tema.

Concordo con te sul fatto che a volte si commette l'errore di pensare che uno strumento, in questo caso la LIM, in altri casi, l'e-book, in passato altro, possa essere l'oggetto miracoloso che risolve il problema dell'innovazione didattica.

Siamo consapevoli che non è così... così come siamo convinti che il vero motore del cambiamento possono essere solo i docenti, dunque è su di essi che si deve investire attraverso la formazione (in ingresso e in servizio) e la valorizzazione professionale.

 

Consapevoli di questo, sappiamo anche che la chiave di volta per evitare che massicci investimenti partoriscano topolini sia l'autonomia delle istituzioni scolastiche: in un quadro di riferimento nazionale chiaro, dare alle scuole la piena responsabilità delle scelte (in termini di risorse da utilizzare,  materiali ed anche umane) oltre naturalmente alle risorse (nessuna innovazione è possibile senza di esse ...) è secondo noi di Anp la strada da perseguire.

 

Tutto ciò naturalmente implica assunzione di responsabilità, che vuol dire anche rendicontabilità ... e conseguentemente valutazione a tutti i livelli.

 

Sono stata molto sintetica...e non ho parlato di LIM :-) ma tutto rientra ... e tutto può essere meglio approfondito e discusso tra noi in questa Community.

 

Un augurio di BUON ANNO a tutti.

Licia



Ferdinando Papia ha detto:

Torno per un attimo sulla didattica efficace.

Forse potrebbe essere utile assistere a qualche momento delle lezioni di Walter Lewin del MIT Boston.

E' un caso limite, ma che forza!!!


Nando


Licia Cianfriglia ha detto:

Ciao Nando,

le tue riflessioni mi hanno stimolato ad intervenire direttamente nella discussione.

Da un paio d'anni non sono impegnata in prima linea coi ragazzi perchè lavoro a tempo pieno per l'Anp, ma la mia esperienza di docente di matematica è più che ventennale e credo quindi di poter dire la mia sul tema.

Concordo con te sul fatto che a volte si commette l'errore di pensare che uno strumento, in questo caso la LIM, in altri casi, l'e-book, in passato altro, possa essere l'oggetto miracoloso che risolve il problema dell'innovazione didattica.

Siamo consapevoli che non è così... così come siamo convinti che il vero motore del cambiamento possono essere solo i docenti, dunque è su di essi che si deve investire attraverso la formazione (in ingresso e in servizio) e la valorizzazione professionale.

 

Consapevoli di questo, sappiamo anche che la chiave di volta per evitare che massicci investimenti partoriscano topolini sia l'autonomia delle istituzioni scolastiche: in un quadro di riferimento nazionale chiaro, dare alle scuole la piena responsabilità delle scelte (in termini di risorse da utilizzare,  materiali ed anche umane) oltre naturalmente alle risorse (nessuna innovazione è possibile senza di esse ...) è secondo noi di Anp la strada da perseguire.

 

Tutto ciò naturalmente implica assunzione di responsabilità, che vuol dire anche rendicontabilità ... e conseguentemente valutazione a tutti i livelli.

 

Sono stata molto sintetica...e non ho parlato di LIM :-) ma tutto rientra ... e tutto può essere meglio approfondito e discusso tra noi in questa Community.

 

Un augurio di BUON ANNO a tutti.

Licia



pasquale anzalone ha detto:
Con la ripresa delle attività didattiche nei prossimi giorni, vi volevo segnalare un libro che sicuramente farà felici tutto coloro che devono cimentarsi con la LIM a scuola e non sanno da dove iniziare. “LaScuola con la LIM” .Roberto Gagliardi, Mario Gabbari e Pasquale Gaetano, gli autori, sono insegnanti e formatori ANSAS per quanto riguarda il progetto LIM. Ilmateriale proposto nasce dunque dalla loro esperienza diretta sia come docenti che come formatori. Il manuale è diviso in tre parti:Parte A: Insegnare con la LIM;Parte B: Usare la LIM;Parte C: Materiali “on line”.

Si tratta di una guida di base che propone esempi di lezioni,realizzate con la LIM, per diverse materie. Le lezioni sono spiegate passo passo, perciò fruibili anche da chi è alle prime armi, con le procedure necessarie per l’utilizzo degli strumenti e delle risorse delle lavagne. Seguendo le esercitazioni svolte e gli esempi proposti,i docenti sono messi in grado di utilizzare la LIM nelle loro attività didattiche come potente strumento per l’insegnamento e per l’apprendimento. I riferimenti metodologici  sono mirati a una didattica costruttivista e laboratoriale e permettono di inquadrare correttamente le possibilità dello strumento LIM e di progetta relezioni corrispondenti alle esigenze della propria programmazione e alle attitudini cognitive dei propri allievi.

Nella parte “on line” sono presenti diversi materiali scaricabili e utilizzabili, tra cui:
- la realizzazione delle esercitazioni con il software proprietario della relativa LIM;
- tutte le esercitazioni proposte in formato pdf;
- materiali e schede di supporto e verifica per le esercitazioni;
- indicazioni biblio/sitografiche generali e specifiche per ogni esercitazione;
- un utile prospetto comparativo dei comandi di tutte le LIM prese in esame nel volume.-

Il libro costa 23,50 €. Per avere altre informazioni si può visitare la pagina web della casa editrice “La Scuola”.



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