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Apriamo un nuovo filo di discussione sul delicato tema della professione docente.

Nell'invitare i colleghi ad un proficuo confronto di idee, mi permetto di riproporre all'attenzione di tutti gli esiti del recente sondaggio effettuato dall'ANP in collaborazione con La Fabbrica.

La notizia che ne riporta la sintesi è rintracciabile a questo link:

http://www.anp.it/usr/news/detail.bfr?rec_id=1621&HP=&dataD...

Buona discussione!

 

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Risposte a questa discussione

Ho ancora tanta rabbia - anche se ora l'articolo sembra sia statoe stralciato dalla legge di stabilità - per il solo fatto che un Ministro che proviene dalla scuola, che è sposato con una insegnante e dunque conosce le nostre quotidiane fatiche, abbia anche solo potuto pensare di introdurre le 24 ore di cattedra. Qui non è questione di contratto - perchè  sicuramete tra qualche mese ci diranno che chi vuole gli aumenti deve farle -, quanto piuttosto di serietà: la nostra è una professione intellettuale che richiede dedizione e generosità. Un insegnante italiano non può essere paragonato a un impiegato che trascorre 36 in ufficio e quando va a casa si dimentica del suo lavoro. Un docente serio è sempre in servizio e lavora mediamente cinquanta ore la settimana, se vuole prepararsi e aggiornarsi ed è tra i meno pagati al mondo. Ma provo anche rabbia per l'ipocrisia che viene da chi ci governa, perchè ero Torino quando il Ministro davanti ad una affollata platea aveva promesso e spergiurato che i tagli per la scuola erano finiti.  Così, ho scritto il pezzo che vi allego.

Allegati:

Carissimo collega. Sottoscrivo in pieno la tua riflessione e ti ringrazio. Vorrei aggiungere, partendo dalla mia esperienza personale che non sono solo 9 le classi ma anche 18 per chi come me insegna Religione. Senza dire poi che io respiro solo quando vado allo scientifico mentre soccombo e la mia salute diventa a rischio quando vado al Geometra. Ho a che fare con circa 380 alunni. E ahimé non sono alunni motivati allo studio o almeno con un comportamento "decoroso" ma bisogna combattere con atteggiamenti non qualificabili. Le note e i provvedimenti della scuola non li scalfiscono!!! Vorrei che questi signori della riforma "intelligente" vengano a fare scuola al posto mio solo per una settimana. E poi ne riparliamo!

Non solo. Io che credo nell'insegnamento e nella professionalità ho continuato a studiare e a formarmi, conseguendo la laurea in lettere e in filosofia. Risultato? Mi sento in una prigione perché non mi viene data la possibilità di abilitarmi in altre discipline. Per me questa è una sorta di "castrazione" e di "non democrazia". Il concorso? Sono esclusi gli insegnanti di ruolo. Come a dire "ti condanno nella tua condizione", alla faccia della meritocrazia!!!! Caro collega ancora grazie per le tue riflessioni e per lo spunto che mi offri per una condivisione della mia "sofferente" condizione. Buona serata e buona domenica, maria de carlo (insegnante a Potenza).

Cari colleghi, condivido la rabbia e il senso di frustrazione e non aggiungo altre parole  sulla fatica e sulle difficoltà quotidiane. Mi  preme una riflessione sul che fare, con l'intento di riqualificare la nostra figura e riprenderci una dignità calpestata da molto tempo. Il collega Valter parla dei docenti francesi ma sulle loro frustrazioni causate da un sistema  estremamente centralistico e invadente  si veda il rapporto del prof Eric Debarbieux del 30 settembre 2012. Per quanto riguarda il nostro Paese sarebbe invece opportuno dare finalmente vita all'Autonomia riqualificando la nostra professione anche con una retribuzione adeguata ( il collega faceva riferimento ai quaderni Eurydice , guardate quanto guadagnano in Lussemburgo ...) .Allego un breve scitto nel quale propongo un  punto da cui partire per riprenderci il  meritato posto nella società che oggi così poca stima ha di noi.

A presto e buona domenica

luisa giordani

 

Allegati:

Condivido pienamente l'amarezza che deriva dalla discrepanza che sussiste tra come noi insegnanti percepiamo e viviamo la nostra professione in cui crediamo , nonostante le  infinite problematiche conflittuali che non possono non esistere in una istituzione complessa come è la scuola oggi e la non considerazione da parte dell'opinione pubblica ormai personificata creata ad hoc dal governo , che omologa e livella verso il basso le categorie del pubblico impiego ad eccezione della casta dei docenti universitari  fuori dalla  logica punitiva dello spending review.

Auspico una scuola veramente autonoma (ora non lo è) con risorse  finanziarie non dipendenti dai diktat dei  privati e dalle Regioni, che  servano a realizzare progetti formativi efficaci dove lo status dell'insegnante venga riconosciuto come figura autorevole e portatore di un bagaglio professionale spendibile  affinchè  il processo d'insegnamento/apprendimento si realizzi

Occorrono risorse non solo finanziarie anche se in questo presente sono necessarie  ,  investire nella cultura occorre , in poche parole ...cambiare leaderschip politica !!!

Loretta Cappuccini

Condivido la rabbia e il malumore che serpeggiano tra i corridoi  in questo autunno "caldo"per la scuola...

Concordo con Luisa G....quando evidenzia la necessità di riappropriarci della nostra "professionalità"..con una retribuzione adeguata.

Anche io mi auguro che si realizzi una scuola veramente autonoma con risorse  finanziarie svincolate dai  privati e dalle Regioni.....

In attesa di questo....continuo a battermi,con l'aiuto dei professionisti della scuola ANP,per una scuola migliore!

A proposito di retribuzioni adeguate, perché non soffermarsi su quegli insegnanti che hanno anche le prove scritte da preparare e correggere (Italiano, lingua straniera, matematica, ecc.).

Non sarebbe forse il caso di pensare ad una differenziazione economica, anche minima, essendo oberati da un maggiore carico di lavoro, rispetto a coloro che invece gli scritti non hanno?

Come moltissimi colleghi sono anch'io  fortemente turbata dalla piega che stanno prendendo le cose , sinceramente dal Ministro Profumo che arriva dall'esperienza diretta di Rettore di una dell più prestigiose università d'Italia , mi aspettavo altri interventi ,non certo altri tagli , anzi mi aspettavo azioni volte a migliorare la scuola italiana a renderla più competitiva e credibile insomma più europea. 

Lavoro in una scuola secondaria di primo grado 18 ore frontali ed un numero di ore che ho smesso di contare, per cercare in tutti i modi di coinvolgere i miei ragazzi , per prepararli al loro futuro, spesso stampandomi a casa le verifiche perchè  la scuola concede un numero fisso di fotocopie a docente  è ha talmente poche risorse del suo che il contributo volontario che i genitori pagano all'iscrizione serve giusto per pagare carta e toner  e a coprire le necessità immediate della didattica, ma di soldi per investimenti strutturali ne arrivano sempre meno  . Mi pago i corsi di aggiornamento e passo le serate a preparare lezioni per la LIM e a correggere compiti. Non credo di lavorare meno dei miei colleghi francesi o finlandesi  o semplicemente europei , ma certamente se in questi paesi si decidesse di tagliare gli investimenti alla scuola i cittadini si indignerebbero, in Italia invece molti contribuenti credono che il denaro speso nei nostri stipendi sia indebitamente guadagnato.

Credo che questa proposta di farci lavorare 24 ore per lo stesso stipendio sia  oltraggiosa oltre che per il taglio agli stipendi , perchè è  come dichiarare pubblicamente che i docenti della scuola pubblica  stanno rubando 6 ore di lavoro pagate dal contribuente. Di questi tempi in cui gli animi sono caldi indicare una categoria come dissipatrice del denaro pubblico , spostando l'attenzione dei media e dei contribuenti da reali sprechi nella gestione  delle risorse economiche dello Stato , mi sembra veramente poco onesto. 

Cara Collega,

sono docente di Scuola Primaria e lavoro 24 ore settimanali. Anch'io come te ho compiti da correggere, lezioni da preparare (usando il mio computer perché a scuola non c'è connessione Internet e i computers non sono completamente funzionanti); al numero limitato di fotocopie che posso fare a scuola aggiungo sempre quelle che faccio con la mia stampante e per i vari lavori, compresi quelli dei percorsi progettuali, pago di tasca mia il materiale ("Non ci sono soldi", ci viene risposto a scuola...). Non voglio mettere nel computo la fatica quotidiana dell'insegnamento, che fa parte del nostro lavoro e che ognuno di noi sperimenta, in un modo o nell'altro... Eppure, io sono pagata  meno di un docente della Scuola Secondaria di primo grado. Cosa cambia nella funzione docente? Ormai, anche per l'accesso alla Scuola Primaria ci vuole la laurea...   Mi chiedo: occorrerà, forse, rivedere l'intero assetto della scuola dell'obbligo, non solo in termini di curriculi, ma anche di  figure professionali che operano al suo interno?

Mi pare che il dibattito si stia fissando sul tema della frustrazione e della rivendicazione di risorse, in termini economici, ma anche strutturali e di crescita professionale. Allo stesso tempo mi pare di capire che si tratta di colleghi già molto impegnati sul fronte professionale, quindi decisi a mantenere un alto profilo e a non demordere .

Una provocazione : quali potrebbero essere delle proposte concrete per migliorare la nostra professionalità e la qualità in termini di risultati di apprendimento? Penso ai 321.000 che nei prossimi giorni affronteranno un percorso di guerra per vincere il concorso e diventare come noi " docenti a tempo indeterminato".

Penso a quelli come me  che hanno ancora quasi vent'anni da passare a scuola ma vorrebbero studenti contenti di frequentarla e docenti orgogliosi di lavorarci. Un sogno?

 luisa

 

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